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La Fillossera apre un nuovo spazio
Ciao, se segui La Fillossera da un po’, probabilmente ci siamo incontrati in modi diversi. Attraverso un articolo, una degustazione, un evento o un contenuto sui social. Al di là dei formati, il filo conduttore è sempre stato lo stesso: usare il vino come mezzo per osservare qualcosa di più ampio. La percezione, il linguaggio, le persone, i territori, la cultura che si muove attorno a un calice. Oggi a tutto questo si aggiunge un nuovo spazio Ho aperto una newsletter su Substack, un luogo che mi permetterà di approfondire temi e domande che negli ultimi anni sono diventati sempre più centrali nel mio lavoro. Il primo articolo si intitola: Perché esiste La Fillossera Ed è probabilmente il modo migliore per capire cosa troverai in questo nuovo spazio. Se ti va di leggere e di accompagnarmi in questa nuova fase del progetto, puoi iscriverti qui: → https://substack.com/@lafillossera Ci vediamo lì. Graziana
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La bottiglia non è una fine
Ci sono vini che nascono per essere bevuti.E altri che sembrano aspettare. Aspettano il silenzio giusto.La luce giusta.La persona giusta.Perfino la nostra versione giusta. Perché ogni vino ha un destino.E nessun vino vuole morire in bottiglia. La bottiglia non è una fine.È una soglia. Dentro il vetro il vino continua a muoversi, anche quando sembra immobile. Cambia ritmo, profondità, respiro. Perde alcune cose e ne trova altre. Si trasforma lentamente, senza fare rumore. Il vino è materia viva.E la vita non conosce immobilità. Il tempo del vino non è uno solo Quando parliamo di longevità, pensiamo quasi sempre agli anni. Alle bottiglie dimenticate in cantina. Alle vecchie annate. Al tempo che passa. Ma il vino conosce almeno due forme del tempo. I Greci le chiamavano Kronos e Kairos. Kronos è il tempo cronologico. Quello che si misura. Gli anni, le stagioni, le vendemmie. È il tempo che il vino attraversa mentre resta chiuso in bottiglia. Kairos è altro. È il momento opportuno. L’istan
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How Many Bottles are in a Barrel of Wine? A Guide to Yield, Oak, and Upcycling
Written by Martha Cisneros Paja How Many Bottles are in a Barrel of Wine? A Guide to Yield, Oak, and Upcycling Wine-making is a delicate process that involves several factors, and the vessel chosen for aging is perhaps the most influential “silent ingredient” in a winemaker’s toolkit. While the type of barrel used —traditionally French […] This post How Many Bottles are in a Barrel of Wine? A Guide to Yield, Oak, and Upcycling was posted on WineDivaa .
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La Vieste en Rose: il vino rosa si racconta
C’è un momento, all’inizio dell’estate, in cui alcune città smettono di essere solo luoghi e iniziano a raccontarsi. Il 1° giugno 2026, Vieste lo fa attraverso un colore: il rosa. La settima edizione de La Vieste en Rose torna con un’idea semplice solo in apparenza: mettere il vino rosato al centro non come prodotto stagionale, ma come chiave di lettura di un territorio. Non una festa del vino, ma un dispositivo narrativo. Il rosato come linguaggio mediterraneo C’è un passaggio interessante nelle parole di Giuseppe Carrus: «Il rosato è probabilmente il vino che più di ogni altro racconta il Mediterraneo. Non per moda, ma per natura.» È una posizione che sposta il discorso dal mercato al paesaggio. Luce, sapidità, immediatezza: elementi che prima ancora di stare nel bicchiere stanno fuori, nel Gargano, nel vento, nella rifrazione del mare. In Puglia questa relazione è storica. Vitigni come Negroamaro, Bombino nero e Nero di Troia non producono rosati per adattamento, ma per vocazione. U
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Agiorgitiko The Greeks Noble Red Grape
The Blood of Hercules: A Deep Dive into Agiorgitiko, Greece’s Noble Red By Martha Cisneros Paja If you are looking to expand your palate beyond the standard Cabernet and Merlot, let us introduce you to a grape that carries the weight of history and the vibrance of the Mediterranean sun: Agiorgitiko. This varietal is the […] This post Agiorgitiko The Greeks Noble Red Grape was posted on WineDivaa .
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Innesti di Metodo: cosa significa davvero la mineralità nel vino?
Tra le parole più affascinanti del linguaggio del vino, “mineralità” è anche una delle più sfuggenti. Si usa per descrivere vini che ricordano la pietra bagnata, il gesso, la selce, la grafite, talvolta lo iodio del mare. È una parola che evoca il suolo, la roccia, l’origine geologica del vino. E proprio per questo sembra intuitiva: se il vino nasce dalla terra, è naturale pensare che ne porti nel bicchiere una traccia diretta. Ma cosa stiamo davvero descrivendo quando diciamo che un vino è minerale? Nel suolo i minerali esistono, certo. Nel vino arrivano soprattutto sotto forma di ioni disciolti — potassio, calcio, magnesio, sodio — ma in quantità molto piccole. In genere si tratta di concentrazioni dell’ordine di pochi centinaia di milligrammi per litro. Quantità che raramente bastano, da sole, a generare una percezione aromatica riconoscibile. Eppure la sensazione che chiamiamo mineralità è reale. La questione, allora, non è se i minerali “passino” dalla roccia al vino.La questione
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Se comunicare il tuo vino online ti sembra complicato, questo sondaggio è proprio per te
Sei un produttore di vino e magari eri in cantina oggi, davanti alle botti, quando ti veniva il pensiero: Dovrei postare qualcosa. Ma cosa? Non mi viene in mente niente da scrivere. Se solo sapessi come fare un piano… Scrivo in inglese? Boh. Oppure mando una newsletter? Ma non ho una promozione di vino pronta… ... Read more The post Se comunicare il tuo vino online ti sembra complicato, questo sondaggio è proprio per te appeared first on Grapevine Adventures .
by Katarina Andersson4 viewswine-blogcomunicazionesondaggiostorytellingstrategie-di-marketingvino - news
L’ordinario che diventa straordinario: Latteria con Cucina, sentirsi a casa nel centro di Pescara
Latteria con cucina, a Pescara, compie un anno e si presenta alla stampa di settore. Un anno di gusto, sostanza e visione contemporanea. In Via Piave, il progetto di Daniele Di Paolo e Stefania Bombarda ridefinisce il concetto di trattoria urbana: prezzi accessibili, materie prime d’eccellenza e un’anima schietta. Il Concept: Sentirsi a casa, mangiare “come Dio comanda” Latteria non è solo un ristorante, è un ritorno alle origini senza nostalgia. Il locale festeggia il suo primo anno di vita confermandosi come il porto sicuro per chi cerca una cucina concreta e di sostanza. L’obiettivo è ambizioso nella sua semplicità: creare un luogo dove stare bene, dove il calore di casa incontra la precisione della tecnica moderna. La Visione: Il Manifesto di Daniele Di Paolo Dietro i fornelli e tra i tavoli c’è la firma di Daniele Di Paolo e Stefania Bombarda, coppia di giovani imprenditori già noti per il successo de Il Pirata a Pescara Sud. Daniele, anima e volto di Latteria, ha tradotto la sua
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Basta cene monotone. Partecipa a Percorsi Sensoriali al Feluma Bistrot, un’esperienza tra gusto ed emozioni!
Hai mai la sensazione che andare semplicemente a cena fuori sia piacevole ma, a volte, un po’ monotono? Invece dovrebbe essere una esperienza davvero stimolante ed emozionante. Nasce da questo desiderio Percorsi Sensoriali. È un format che parte dalla selezione di piatti eccellenti e abbinamenti studiati con vini autentici e non commerciali. Cosa c’è in più? Ci sono Io! Con una narrazione intensa e originale, sempre leggera e discreta, per sottolineare alcuni aspetti e amplificare l’esperienza gustativa. Sabato 25 ottobre 2025, alle ore 20.30, inauguro un nuovo viaggio di Percorsi Sensoriali in un bistrot contemporaneo: il Feluma Bistrot . Gusto, innovazione e tradizione. Profumi, sapori e storie. Quale sarà il tema del primo appuntamento di sabato 25 ottobre? Il Sale della Terra. Sale riporta a una sensazione fondamentale nel vino, la mia preferita: la sapidità. Ma le suggestioni sono tante e questi incontri trascendono l’analisi tecnica. Attraverso libere associazioni possiamo tutti
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Scopri Enotirino 2025, Wine Festival itinerante a Bussi sul Tirino (PE)
Hai già preso impegni per sabato 30 agosto? C’è un appuntamento che, forse, non vorrai perdere. Enotirino è il Wine Festival itinerante nel centro storico di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. Un’intera giornata dedicata a incontri con i produttori, degustazioni, masterclass, esposizioni, musica e prodotti tradizionali. Oltre 70 cantine presenti con circa 250 etichette da conoscere e provare. Il ticket di accesso offre la possibilità di assaggiare liberamente i vini. Inoltre è possibile visitare le Sale dedicate all’artigianato e assistere a esibizioni live. Tanti stand gastronomici, con prodotti tipici da tutto l’Abruzzo. Dai gamberi di fiume del Tirino ai formaggi e salumi, dallo zafferano al miele, dal tartufo al cacao. Uno spazio e delle attività pensate anche per i bambini. Due Masterclass da non perdere: “Loreto Aprutino e i suoi custodi” con protagonisti i vini di Chiavolich e Amorotti “Casauria: tradizione e contemporaneità” con le riserve di Filomusi Guelfi e il Montep
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Le origini del Brunello di Montalcino
Nel 1840 il farmacista Clemente Santi acquista la Tenuta il Greppo a Montalcino. Comincia a coltivare un clone di Sangiovese grosso, poi denominato Brunello, per il suo colore più scuro. Clemente Santi intuisce le peculiarità del suolo di Montalcino e scommette sulla longevità del suo vino. Nel 1869, alla Fiera della Agricoltura di Montepulciano, Clemente presenta il suo ‘vino rosso scelto’ vendemmia 1865. È una rivoluzione: Sangiovese in purezza con 4 anni di invecchiamento in botte. Il successo è generale. Nel 1885 Clemente passa il testimone al nipote Ferruccio Biondi Santi. Ferruccio segue le orme del nonno. Sceglie personalmente le botti di rovere, riduce le rese introducendo la tecnica della vendemmia verde. Ferruccio unisce i cognomi del padre, Jacopo Biondi, e della madre, Caterina Santi. Il 1888 è l’anno di nascita del Brunello di Montalcino Biondi Santi. Alla morte di Ferruccio, nel 1917, subentra il figlio Tancredi, che mantiene la guida dell’azienda fino al 1970. Tancredi a
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