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Vigne Vecchie: Qualità e Mito nel Vino
C’è un momento, nella vita di una vigna, in cui smette di essere giovane. Non è un passaggio netto, non esiste una soglia biologica universale. Eppure, per convenzione, si tende a considerare vecchie le viti che hanno superato i 35 anni. È una definizione utile. Ma non basta a spiegare perché, intorno a queste piante, si sia costruita una narrazione così potente. Il vigneto The Freedom 1843 di Langmeil- Australia (Barossa) Meno è meglio? I vini ottenuti da vigne vecchie sono spesso associati a una qualità superiore. È una percezione diffusa, ma va maneggiata con attenzione: non è una regola, né una garanzia. Uno dei fattori più citati è la minore resa. Con l’età, la vite tende a produrre meno grappoli. Meno quantità, quindi. Una produzione più contenuta può favorire una maggiore concentrazione nelle uve. Questione di equilibrio Con il passare degli anni, la vite cambia il proprio modo di stare nello spazio. La crescita vegetativa si riduce: meno fogliame, meno espansione. Questo compor
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Innesti di Metodo: cosa significa davvero la mineralità nel vino?
Tra le parole più affascinanti del linguaggio del vino, “mineralità” è anche una delle più sfuggenti. Si usa per descrivere vini che ricordano la pietra bagnata, il gesso, la selce, la grafite, talvolta lo iodio del mare. È una parola che evoca il suolo, la roccia, l’origine geologica del vino. E proprio per questo sembra intuitiva: se il vino nasce dalla terra, è naturale pensare che ne porti nel bicchiere una traccia diretta. Ma cosa stiamo davvero descrivendo quando diciamo che un vino è minerale? Nel suolo i minerali esistono, certo. Nel vino arrivano soprattutto sotto forma di ioni disciolti — potassio, calcio, magnesio, sodio — ma in quantità molto piccole. In genere si tratta di concentrazioni dell’ordine di pochi centinaia di milligrammi per litro. Quantità che raramente bastano, da sole, a generare una percezione aromatica riconoscibile. Eppure la sensazione che chiamiamo mineralità è reale. La questione, allora, non è se i minerali “passino” dalla roccia al vino.La questione
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Basta cene monotone. Partecipa a Percorsi Sensoriali al Feluma Bistrot, un’esperienza tra gusto ed emozioni!
Hai mai la sensazione che andare semplicemente a cena fuori sia piacevole ma, a volte, un po’ monotono? Invece dovrebbe essere una esperienza davvero stimolante ed emozionante. Nasce da questo desiderio Percorsi Sensoriali. È un format che parte dalla selezione di piatti eccellenti e abbinamenti studiati con vini autentici e non commerciali. Cosa c’è in più? Ci sono Io! Con una narrazione intensa e originale, sempre leggera e discreta, per sottolineare alcuni aspetti e amplificare l’esperienza gustativa. Sabato 25 ottobre 2025, alle ore 20.30, inauguro un nuovo viaggio di Percorsi Sensoriali in un bistrot contemporaneo: il Feluma Bistrot . Gusto, innovazione e tradizione. Profumi, sapori e storie. Quale sarà il tema del primo appuntamento di sabato 25 ottobre? Il Sale della Terra. Sale riporta a una sensazione fondamentale nel vino, la mia preferita: la sapidità. Ma le suggestioni sono tante e questi incontri trascendono l’analisi tecnica. Attraverso libere associazioni possiamo tutti
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Le origini del Brunello di Montalcino
Nel 1840 il farmacista Clemente Santi acquista la Tenuta il Greppo a Montalcino. Comincia a coltivare un clone di Sangiovese grosso, poi denominato Brunello, per il suo colore più scuro. Clemente Santi intuisce le peculiarità del suolo di Montalcino e scommette sulla longevità del suo vino. Nel 1869, alla Fiera della Agricoltura di Montepulciano, Clemente presenta il suo ‘vino rosso scelto’ vendemmia 1865. È una rivoluzione: Sangiovese in purezza con 4 anni di invecchiamento in botte. Il successo è generale. Nel 1885 Clemente passa il testimone al nipote Ferruccio Biondi Santi. Ferruccio segue le orme del nonno. Sceglie personalmente le botti di rovere, riduce le rese introducendo la tecnica della vendemmia verde. Ferruccio unisce i cognomi del padre, Jacopo Biondi, e della madre, Caterina Santi. Il 1888 è l’anno di nascita del Brunello di Montalcino Biondi Santi. Alla morte di Ferruccio, nel 1917, subentra il figlio Tancredi, che mantiene la guida dell’azienda fino al 1970. Tancredi a
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