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Bosco de' Medici Winery - Pompeiano Rosso IGT "Pompeii" 2024
di Luciano Pignataro Ci sono piccole cose che spiegano quanto sia difficile, ma bello, il nostro Paese. Per esempio il fatto che Pompei – sì, Pompei – non rientri nella DOC Vesuvio. Vista da Marte, l’applicazione di questa denominazione potrebbe essere tranquillamente estesa a tutta la Campania, per quello che è successo nei secoli e soprattutto per la notorietà di questo vulcano e della famosa eruzione del 79 dopo Cristo. Ho chiesto più volte il motivo, ma non ce n'è alcuno valido se non la spiegazione, molto italiana e moltissimo meridionale, di ridurre il più possibile i benefici della propria unicità. Il che aveva una spiegazione logica in un mondo in cui il mercato era strettamente locale. Ma oggi, nel mondo connesso, è mai possibile ragionare in questo modo? Ma soprattutto, perché una cosa che poteva essere valida nel Dopoguerra non può essere adeguata alla realtà che cambia? Vabbè, esiste comunque la IGT Pompeiano e questo rosso di cui vi parlo questa settimana è prodotto da Bos
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MenododicIGP: Fratelli Giacosa - Dolcetto d’Alba 2025
di Carlo Macchi Se esiste un vino a cui tutti noi dobbiamo chiedere scusa questo è il Dolcetto! Fino a cinquanta anni fa era il vino di Langa più bevuto e ricercato, tanto che a chi veniva a comprare il Dolcetto in damigiana tanti produttori regalavano una bottiglia di Barolo, che tanto non si vendeva. Poi è cambiato tutto e il mondo del vino di qualità non solo ha dimenticato il Dolcetto ma gli ha fatto di peggio, lo ha trasformato nel vino che non era mai stato e non voleva essere: uno pseudo barolo, iperconcentrato, tannico, magari torturato da barrique nuove. Un vino spesso imbevibile che ha portato il vitigno ancor più nelle retrovie dei vini di Langa. Per questo per la rubrica MenododiciIGP, cioè vini buonissimi che costano meno di 12 euro vi propongo un Dolcetto che incarna l’anima semplice ma profonda, verace di questo vino: il Dolcetto d’Alba 2025 dei Fratelli Giacosa. Solo profumi classici e intensi di frutta di bosco e fini sensazioni speziate, bocca fresca, elegante, di ass
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InvecchiatIGP: Sandro De Bruno - Monti Lessini DOC Metodo Classico Dosaggio Zero Riserva 100 Mesi 2015
di Carlo Macchi Ci possono essere vari modi per parlare di Sandro De Bruno e dei suoi vini: possiamo dire che è un bravissimo produttore di Soave oppure un difensore della quasi defunta Soave Colli Scaligeri DOC o ancora peggio (o meglio!!!) un accanito sostenitore di un’uva che non ha mai decollato, la durella. La durella è un’uva che si trova essenzialmente sui Monti Lessini, dietro Verona: ce ne sono meno di 500 ettari e la sua principale caratteristica è di essere tardiva (anche adesso Sandro la vendemmia dopo la metà di ottobre) e di avere pH bassissimi e acidità altissima. Un’uva per vini bianchi taglienti come l’acciaio o per spumanti metodo classico di assoluta e austera finezza. E proprio di questi voglio parlarvi, in particolare del suo Metodo Classico denominato 100, cioè che resta 100 mesi sui lieviti. Ma questa è solo una delle molte particolarità. La prima è che il mosto, prima di iniziare la fermentazione fa una macerazione a freddo di circa 12 ore, la seconda è che a fi
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Giovanna Tantini - Rosso Veronese IGT "Greta" 2015
di Carlo Macchi Giovanna Tantini ha idee chiarissime, anche quando pensa quale vino dedicare a sua figlia. Corvina, tralci tagliati in pianta e lasciati a appassire fino a novembre. Colore scarico, profumi di frutta senza il calore dell’appassimento, corpo importante e tannini dolcissimi. Greta 2015, un gran vino!
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«Tranquillo, ho travasato tutto»: il pranzo che mi ha fatto temere l'estinzione del vino
di Carlo Macchi Qualche giorno fa ho vissuto un’esperienza che a prima vista mi ha fatto molto ridere ma poi, riflettendoci, mi ha letteralmente terrorizzato: ve la racconto. Per la celebrazione dei 50 anni di un’associazione di cui faccio parte è stato organizzato un pranzo per circa 60 persone e io mi sono offerto di portare il vino. Ho quindi preso varie bottiglie di spumante, vino bianco e vino rosso e mi sono presentato nel luogo dell'evento: una struttura (pure bella) di proprietà di un comune e data in gestione a un’associazione. Dal momento in cui sono arrivato sono capitate alcune scene che potranno farvi ridere e inorridire allo stesso tempo. Ve le elenco sotto, precisando che ogni dialogo è avvenuto con persone diverse. - Mi faccio aiutare a portare il vino; io personalmente ho in mano un cartone con 6 bottiglie di spumante. Carlo: « Questo è spumante, ma non è freddo, quindi avrei bisogno di una cella più fredda delle altre. » X: « Perché? Se è spumante va alla fine. » Carl
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Clove: a Roma, nel rione Prati, la pizza d'autore di Amalia Costantini riscrive le regole dello street food
Il grande lievitato d'autore può farsi strada e diventare fast senza perdere l'anima? È l'interrogativo da cui parte la nuova scommessa di Amalia Costantini che, da poche settimane, ha raccolto una nuova sfida approdando nel rione Prati con Clove , un format concepito insieme a tutta la sua famiglia che prova a riscrivere le regole dello street food romano. Amalia Costantini Non una tradizionale pizza al taglio e nemmeno una pizzeria in formato ridotto, ma un locale d'avanguardia pensato per chi cerca un pasto veloce senza rinunciare alla tecnica, alla ricerca e alla qualità. Il cuore del progetto risiede nello spicchio espresso : qui la pizza non resta per ore sul banco, ma viene rigenerata e completata soltanto al momento dell’ordine per garantirne l'assoluta fragranza. Dietro questa apparente semplicità c’è il monumentale lavoro che Costantini porta avanti da oltre dieci anni sul lievito madre al 100%, unito a farine semi-integrali, grani antichi e lunghe fermentazioni. Anche lo spa
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MenoDodiciIGP: Borgo Tollena - Toscana Rosso IGT Scicchèria 2025
di Roberto Giuliani La Vernaccia è il vino simbolo di San Gimignano, giustissimo perché rappresenta la prima DOCG di un vino bianco italiano, caratteristico di quel territorio. Però si fanno anche vini rossi: San Gimignano DOC, Chianti Colli Senesi DOCG e vini IGT. Spesso sono molto buoni e di ottima bevibilità, ma schiacciati dai vicini Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Nobile di Montepulciano. Il rosso Scicchèria, sangiovese e canaiolo, è semplicemente una goduria. Rubino bellissimo, naso di ciliegia e lampone, ma anche viola, melagrana; bocca succosa, fresca, pimpante, irresistibile! Prezzo medio web 10 euro
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InvecchiatIGP: F.lli Vagnoni - Vernaccia di San Gimignano Mocali 1993
di Roberto Giuliani Chi legge gli articoli firmati da uno qualsiasi dei Giovani Promettenti (IGP), saprà certamente che da parecchi anni a San Gimignano si svolge l’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano, dal 2023 rinominata “Regina Ribelle”. Finché si è svolta all’interno delle Anteprime Toscane, durava un solo giorno, e questo rendeva impossibile programmare delle visite presso le aziende. Per fortuna la nuova versione si è staccata, è diventata autonoma e, invece che a febbraio, si svolge tre mesi dopo, utilissimi per ritrovare nel calice dei vini comprensibili e avere il tempo di approfondire il territorio con qualche visita mirata. Perché la Vernaccia di San Gimignano, a dispetto di ottuse convinzioni che vada bevuta subito in quanto vino bianco, ha invece una incredibile capacità di evolvere nel tempo e trasformarsi in molti casi in un grande vino. Hanno cominciato ad accorgersene i ristoratori del territorio, così qualcuno in carta propone un sempre maggior numero di vecchie
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Pietra Pinta - Lazio IGT Bellone Aro 2024
di Roberto Giuliani Siamo nel Comune di Cori, qui il bellone è di casa da tempi lontani; la famiglia Ferretti, che fa vino da 2 secoli, ce lo propone vinificato in acciaio: mela golden, pesca bianca e agrumi. Bocca fresca, scorrevole, sapida, degno compagno di una pizza Margherita Croccante della Taverna dei Corsari.
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La Crotta di Vegneron - Vallée d’Aoste Chambave Muscat Mines 2023
di Roberto Giuliani Chambave è il territorio principe per la produzione del moscato, la Cooperativa fondata nel 1980 ne è una delle migliori interpreti. E questo la dice lunga su come nella piccolissima Valle d’Aosta il vino occupi un ruolo chiave e sia interpretato sempre puntando all’eccellenza. Per la sua forte aromaticità e per il sapore dolce, l’uva moscato è molto apprezzata anche come uva da tavola; in Italia è conosciuta soprattutto nella versione spumante dolce, ma qui siamo in un contesto del tutto diverso, il vino è fermo e secco. Innanzitutto, le altitudini dove dimorano i vigneti sono molto elevate, in alcuni casi arrivano a 800 metri s.l.m., inoltre la linea “Mines” è una vera chicca, infatti, i vini vengono affinati nella miniera di Costa del Pino di Cogne a 2000 metri di altitudine. Si tratta di una miniera per l’estrazione di magnetite che ha cessato l’attività nel 1979, nella parte destinata alla polveriera dimorano quindi questi vini (il Muscat e il Fumin), in un amb
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MenoDodicIGP: Vigneti Vallorani – Marche Rosato IGT BIO “Octavum” 2025
Il rosato è forse il vino più vittima dei pregiudizi: troppo leggero per chi cerca profondità, troppo serio per chi lo immagina solo da aperitivo. Eppure, bottiglie come Octavum dimostrano quanto questa categoria sappia raccontare territorio e identità. Nato nel Piceno dall'incontro tra Sangiovese e Montepulciano, è un vino spontaneo, fresco e dinamico, accompagna la tavola con naturalezza e invita alla condivisione. È uno di quei rosati che finiscono troppo in fretta nel bicchiere, ricordandoci che il buon bere quotidiano può regalare emozioni autentiche senza pesare sul portafoglio.
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InvecchiatIGP: I Vigneri – Vinupetra Etna Doc 2006
Ci sono vini che invecchiano. E poi ci sono vini che, col tempo, sembrano scavare più a fondo dentro il territorio da cui provengono. Il Vinupetra 2006 de I Vigneri , creatura enologica di Salvo Foti, appartiene decisamente alla seconda categoria. Assaggiarlo oggi, a vent’anni dopo la vendemmia, significa entrare dentro una delle narrazioni più autentiche dell’Etna contemporaneo. Non soltanto perché questo vino rappresenta una delle interpretazioni paradigmatiche del vulcano, ma perché riesce ancora a trasmettere quella combinazione quasi commovente di tensione, energia e profondità che solo i grandi rossi etnei riescono a custodire nel tempo. Il colore racconta subito l’evoluzione, ma senza alcuna stanchezza: trasparente, mobile, vivo. Poi arriva il naso, ed è una stratificazione continua. Cenere vulcanica, arancia sanguinella, ferro, rosa appassita, erbe mediterranee, china, corbezzolo essiccato. E soprattutto quella sensazione di terra nera etnea che nel Vinupetra non è mai folklore
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Mattei Wines - Mt 2025
Dalla storica vigna del 1975 a Frascati, zona Vermicino, nasce Mt 2025 di Mattei Wines, splendido blend di Malvasia Puntinata e Trebbiano. Solo 3mila bottiglie per un bianco spontaneo, non filtrato, affinato in acciaio. Naso delicato e agrumato; in bocca è pura dinamica: teso, minerale, sapido e con soli 11,5% vol. Una beva contagiosa.
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Cantine Catabbo e il riscatto silenzioso del Molise del vino
C’è una regione che nel vino italiano continua a vivere ai margini del racconto nazionale. Una terra poco incline all’autopromozione, lontana dai riflettori delle grandi denominazioni e spesso compressa tra l’ingombrante vicinanza dell’Abruzzo e il fascino mediterraneo di Campania e Puglia. Eppure, il Molise custodisce uno dei patrimoni viticoli più autentici del Centro-Sud Italia: colline ventilate che guardano l’Adriatico, vecchi vigneti sparsi tra ulivi e pascoli, una biodiversità ancora integra e, soprattutto, vitigni identitari che oggi stanno finalmente trovando voce. Tra questi, la Tintilia rappresenta il simbolo più potente di una rinascita ormai tangibile. Uva austera, complessa e dal carattere marcatamente tannico, era stata quasi dimenticata; oggi, invece, è la bandiera di una nuova generazione di vignaioli che ha scelto di puntare sulla riconoscibilità territoriale anziché sulla quantità. È esattamente in questa traiettoria che si inserisce il lavoro della famiglia Catabbo,
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TORNA “TRALCI VULCANICI”: IL 14 GIUGNO AL PARCO ARCHEOLOGICO CULTURALE DI TUSCOLO LA SECONDA EDIZIONE DELLA FESTA DEI VIGNAIOLI DEL VULCANO LAZIALE
Domenica 14 giugno 2026, dalle ore 17:00 alle 22:00, la bellezza millenaria del Parco Archeologico Culturale di Tuscolo farà da cornice alla seconda edizione di “Tralci Vulcanici”, la grande festa dei Vignaioli del Vulcano Laziale. L'evento, nato per celebrare la cultura del vino secondo natura e le radici profonde del territorio, è organizzato da Iperico Servizi per la Cultura – cooperativa che gestisce i servizi ai visitatori del Parco - con l'esperta Ilaria Giardini. L’appuntamento promette un pomeriggio indimenticabile al tramonto, unendo l'archeologia, l'enogastronomia di eccellenza, la musica dal vivo e la valorizzazione della storia locale. IL PROGRAMMA E LE ATTIVITÀ I cancelli apriranno alle ore 17:00 con l’inizio delle degustazioni libere presso i banchi d'assaggio delle 11 aziende vinicole del collettivo dei Vignaioli del Vulcano Laziale: Azienda Agricola Farina, Il Sambuco, Marco Colicchio, Colleformica, Simone Pulcini Azienda Agricola, Liane, La Torretta B
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InvecchiatIGP: Fornacelle - Vernaccia di San Gimignano DOCG 2008
di Lorenzo Colombo Stavamo pensando quale vino pescare dalla nostra cantina per il nostro turno della rubrica del sabato InvecchiatIGP e la soluzione l’abbiamo trovata venerdì scorso, peraltro senza intaccare la nostra collezione di vini, quando, in occasione dei press days di Regina Ribelle siamo stati in visita all’azienda Fornacelle di Marco Giusti. Tra i numerosi vini aperti per l’occasione da Marco ci ha particolarmente colpito la Vernaccia di San Gimignano 2008, vino dal color oro antico luminoso di buona intensità. Non particolarmente esplosivo al naso dove alle note di mela, dovute alla non giovane età del vino s’aggiungevano sentori di scorza d’arancia amare e accenni d’erbe aromatiche. Anche il corpo non è certamente imponente ma sapido e succoso con sentori di nespole sul lungo fin di bocca. Un vino che ci ha particolarmente stupiti, ancora vivo e vibrante dopo 18 anni dalla vendemmia, considerando anche che si tratta di uno dei primi vini imbottigliati da Marco che ha infat
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Zatti - “Sandrjolè” Metodo Classico Groppello Dosaggio Zero
di Lorenzo Colombo Il Groppello è un vitigno autoctono della sponda occidentale del Lago di Garda, componente principale per la produzione dei vini della Valtènesi, ma che dà ottimi risultati anche nella produzione di vini spumanti. Prova ne è quello da noi assaggiato che s’avvale di una sosta sui lieviti di 36 mesi.
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La sfida estrema di Lieselehof: verticale di Solaris, il "Vino del Passo" che guarda le vette
di Lorenzo Colombo Tra le varietà a bacca bianca della famiglia dei PIWI (acronimo tedesco di Pilzwiderstandsfähig, ovvero vitigni resistenti alle malattie fungine), il Solaris occupa oggi una posizione di primo piano. Creato nel 1975 presso l’Istituto Statale di Friburgo dal professor Norbert Becker, il Solaris è il risultato di una complessa serie di incroci: la genealogia del vitigno vede protagonista il Merzling, a sua volta derivato da Zarya Severa e Muskat Ottonel. Identikit di un vitigno precoce La caratteristica distintiva del Solaris è la sua spiccata precocità: germogliamento e fioritura avvengono precocemente, così come la maturazione, che avviene con largo anticipo rispetto alle varietà tradizionali. La sua capacità di accumulare rapidamente zuccheri lo rende ideale per la coltivazione in climi rigidi o ad altitudini elevate, permettendo di mantenere l’equilibrio acido ed evitando gradazioni alcoliche eccessive che appesantirebbero il profilo organolettico. Dal punto di vis
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Dalla Sabina alla Daunia: Roberto Giacobbo racconta il progetto Torreclava, la sua "Cupola del Brunelleschi" tra vino, famiglia e territorio
Certe vicende non nascono a tavolino ma si incontrano, proprio come fiumi sotterranei che scorrono per secoli prima di affiorare in superficie, ed è proprio questa la trama che vi racconterò: un percorso scritto tra i filari e il destino, capace di far riconoscere e unire indissolubilmente due famiglie. Da una parte Roberto Giacobbo , il divulgatore che per una vita ha raccontato i misteri del mondo, dalle piramidi di Giza ai segreti del Rinascimento. Dall’altra i Faretra, custodi silenziosi di Terre di Maria, una solida realtà agricola nel cuore della Daunia, a Orta Nova, dove i suoli custodiscono memorie antichissime. Cataldo Faretra, Maria Pasquariello, Roberto e Giovanna Giacobbo A rappresentare la nuova generazione, capace di fare da vero e proprio ponte tra questi due mondi, ci sono Cataldo Faretra e Giovanna Giacobbo , compagni nella vita prima ancora che nel business. È dal loro legame affettivo che è nata la scintilla: l'unione tra l'esperienza agricola dei Faretra e la sensib
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MenoDodicIGP: Settesoli - Rosso Terre Siciliane IGT
di Stefano Tesi Nel corso dei miei ricorrenti raid tra gli scaffali della Gdo alla ricerca, talvolta autolesionistica e talaltra fortunata, di vini a poco prezzo da sperimentare tanto per il gusto di farlo e da provare senza problemi, credo di non aver mai trovato, finora almeno, una bottiglia col rapporto qualità/prezzo migliore di questo. E' un rosso fresco, agile, dissetante, con un bel profumo fragrante e un giusto corpo, da stappare in allegria tanto coi piatti invernali che, meglio se appena rinfrescato, colle pietanze estive. Nella sua categoria, un ottimo acquisto. Prezzo medio 3,5 euro
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InvecchiatIGP: Tenuta di Monte Chiaro - Arte Liquida Toscana Igt Bianco 2006
di Stefano Tesi Qualcuno potrebbe chiamarla la buona sorte del neofita, magari usando – visto che siamo in Toscana – un’espressione più colorita. Eppure, non c’è dubbio che, audaci a parte, la fortuna aiuta a volte anche i semplici principianti. È il caso (lo ammette con candore lui stesso) di questo sorprendente vino, il suo primo in assoluto, tirato dall’allora esordiente Alessandro Griccioli in sole 300 magnum e risfoderato dalle avite cantine oggi, a distanza di vent’anni tondi: Trebbiano, Malvasia e Viognier. “ Fu tutto condizionato dall’entusiasmo e dall’inesperienza: batonnage, poi messo in legno per due anni e infine imbottigliato” rammenta il produttore, compiaciuto del buon risultato offertogli dal destino. “Ovviamente lo facciamo ancora oggi, con lo stesso nome, anche se vinifichiamo in modo molto diverso e con l’aggiunta di un 10% di Manzoni Bianco. Il progetto, anzi l’idea, è però rimasta la stessa: dare al vino un'espressione anche visiva, ponendo l'accento sia sul
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Podere L’Assunta - Costa del Pievano Toscana IGT 2020
di Stefano Tesi Chi pensa che un contradaiolo non possa avere (ipse Giacomo Sensi dixit) un approccio illuministico al vino dovrà ricredersi: questo Sangiovese 100% fatto in bio a 400 mt sulle colline senesi, fermentato in acciaio e affinato due anni in botti da 10 hl. E' buono, bello, elegante e piacerebbe pure a Diderot.
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Perché No(rd)? Dialogo sulla linea invisibile del vino italiano
di Stefano Tesi A dispetto del fatto che il bere vino sia un atto fisico, pressoché quotidiano e, secondo qualcuno, pure politico e che, pertanto, possa apparire sbagliato gravare l’argomento di troppe sovrastrutture intellettuali, non c’è dubbio alcuno sulle sue molteplici implicazioni extraenoiche. Affermazione, anche questa, che rischia però di apparire banale fino a quando non la si affronti con i giusti rudimenti e più larghi orizzonti. È quanto assai bene hanno fatto Fabio Pracchia e Giorgio Fogliani mettendo in parallelo le vicende latamente identitarie di territori enoicamente così diversi e al tempo stesso così simili come il Gallo Nero e il Carso in occasione della quarta edizione di “Perché Nord!”, l’appuntamento annuale organizzato a Villa Le Corti dei principi Corsini dall’Associazione San Casciano Classico, che riunisce i produttori dell’UGA San Casciano, appunto la più settentrionale della denominazione: “Non un momento di confronto tra i rispettivi vini, ma uno spazio d
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Intervista a Fabio Mecca: “Il vino è come il sangue: non ammette finzioni
Venti anni di carriera, venti cantine nel portafoglio e un’idea di vino che non accetta compromessi. Ho incontrato Fabio Mecca a Roma, in occasione della giornata speciale organizzata dalla FIS per celebrare i suoi vent’anni da enologo – un traguardo importante che arriva dopo il prestigioso premio già ricevuto sul palco di Beviamoci Sud . Ma dietro i festeggiamenti e il prestigio di oggi, c'è una storia fatta di terra, sacrifici e riscatto. Quella che segue non è la solita intervista tecnica, ma il racconto senza filtri di un uomo che ha dovuto perdere tutto per ritrovare il proprio cognome e la propria libertà. Fabio, partiamo dalle origini. C’è chi sceglie questo mestiere per studio, chi per moda. Tu sembri nato direttamente tra i serbatoi. Sono del 1982 e sono cresciuto a Barile, nel cuore del Vulture. La mia scuola elementare era letteralmente di fronte alla cantina di famiglia, la Paternoster. Ricordo che passavo le ore con la testa girata verso la finestra: non guardavo la
