The Chronicle
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MenoDodicIGP: Campania Aglianico IGP “XIV”
di Luciano Pignataro Un Aglianico prodotto da chi poppava Aglianico. E’ il XIV, nome scelto dalla passione per la cabala che vede questo numero ripetersi in più di una occasione, a cominciare dai 14 filari da cui nasce a Taurasi. Lo propone Giacomo Pastore, scout taurasino e profondo conoscitore di questo vitigno, presente nel catalogo della cantina realizzata con la moglie Flora Tranfaglia. Un rosso fresco, solo acciaio, 4000 mila bottiglie da bere sui robusti piatti della tradizione irpina. Da stappare subito, senza rimpianti, sulla maccaronara al sugo o sui mugliatielli di agnello, in allegria insieme agli amici. Prezzo medio sul web: 11 euro
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InvecchiatIGP: Terre del Principe - Casavecchia Centomoggia Igt Terre del Volturno 2003
di Luciano Pignataro Mi sono ritrovato a stappare questa bottiglia dopo ben 23 anni dalla vendemmia nel modo ideale: a tavola con cari amici in un ristorante di campagna. L’avevo scovata per caso rovistando nei cassetti e, quando mi è capitata tra le mani, ho pensato che avesse aspettato fin troppo a lungo e che non ci fosse alcun motivo per conservarla ancora. Si tratta di un rosso prodotto dall’azienda Terre del Principe di Castel Campagnano, situata proprio ai confini tra le province di Caserta e Benevento, in un territorio segnato dal corso del Volturno. La cantina, fondata nel 2003 da Manuela Piancastelli , giornalista, e dal marito Peppe Mancini , avvocato, ha cessato la propria attività vent’anni dopo, nel 2023. Una scelta serena, che ha consegnato alla storia del territorio il profilo di tre vitigni: il Pallagrello Bianco, il Pallagrello Nero e, appunto, il Casavecchia. Ed è proprio questo il vitigno che nel 2003 fece il suo esordio con Terre del Principe, ottenendo da subito o
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Librandi - Cirò Rosso Classico Superiore Riserva DOC "Duca Sanfelice" 2021
di Luciano Pignataro Questa etichetta storica viaggia verso i 40 anni non delude mai. Se cercate un rosso da bere sul pesce, eccolo: magari su una cernia al forno a due passi dallo Jonio. Una bella annata anche in Calabria. Gaglioppo in purezza, vivo, fresco, tannini risolti, persistente. Ottimo rapporto qualità-prezzo.
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Il tempo e il Sangiovese: la verticale di Ruello racconta il nuovo corso del Chianti Classico
di Luciano Pignataro Luigi Frascino è un imprenditore affermato nel settore della finanza che ha deciso, nel 2017, di creare un'azienda vitivinicola. Non è il primo e non sarà l’ultimo caso di investimenti in questo comparto da parte di persone che, dopo aver avuto successo in altri campi, scelgono a un certo punto di dedicarsi alla produzione di vino. Alcuni commettono l’errore di andare di fretta; altri, invece, comprendono la necessità di dare tempo al tempo e di avviare un progetto che solo nel lungo periodo, e con continui aggiustamenti, potrà far rientrare l’investimento e, magari, produrre margini di guadagno. Da questo approccio dipende la selezione dei diversi progetti sul mercato: alcuni investitori, stanchi di aspettare, ne escono cercando di vendere e recuperare il capitale; altri, al contrario, ne fanno una questione di orgoglio e di passione. Luigi Frascino – napoletano trapiantato a Verona, dove ha acquisito il ristorante Da Ruggiero a pochi passi dall’ingresso Cangrande
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MenoDodicIGP: Le Muraglie - Custoza Superiore DOC "Remì" 2023
di Carlo Macchi Il Custoza non è un vino, è un caso: tra denominazioni bianche rigorosamente da monovitigno è quella che usa uno storico blend: confina con vini piacioni, rotondi e di grande successo ma i Custoza sono fini e eleganti. Un vino così controcorrente va conosciuto! Come va conosciuta Le Muraglie, l’azienda di Valeggio sul Mincio che produce il Custoza Superiore Remì, un blend di Garganega, Trebbiano, Trebbianello e Manzoni Bianco. Vino pieno, piacevole, con fini note di fiori, di erbe officinali e un tocco di legno. Proposto ad un prezzo così conveniente che stimola sia la visita che l’acquisto. Prezzo medio sul web 11 Euro
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InvecchiatIGP: Ferrucci - Sangiovese di Romagna DOC Superiore Riserva "Domus Caia" 2001
di Carlo Macchi Per un chiantigiano come me rendere omaggio a un Sangiovese di Romagna non è cosa di tutti i giorni, ma il Domus Caia di Stefano Ferrucci è un vino che pur nascendo in una zona ben precisa è patrimonio di tutti perché rappresenta una visione, la voglia di andare sempre avanti, di tracciare nuove strade e di farlo con un rigore e un’attenzione quasi maniacale. Stefano Ferrucci , che purtroppo ci ha lasciati da diversi anni, poteva tranquillamente albergare in un film di Fellini, in realtà viveva a Castel Bolognese ed è stato forse il primo che, negli anni settanta del secolo scorso, ha iniziato a rivoluzionare la viticoltura romagnola. Rese più basse con diradamenti in primis ma forse l’idea più rivoluzionaria e l’obiettivo più difficile fu quello di fare un vino con del sangiovese passito. Fece varie prove ma fino al 1982 il Domus caia rimase ancorato in cantina, per poi nascere, fiorire e arrivare fino a noi. Parlare oggi di un rosso importante da sangiovese passito in
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Sclavia - Terre del Volturno IGP "Granito" 2024
di Carlo Macchi Casavecchia! Chi lo conosce alzi la mano e nel Casertano la alzeranno tutti. Uva rossa tannica che la DOC ha inutilmente appesantito con due anni di legno. Ma Sclavia ha trovato la soluzione: niente legno, freschezza aromatica, tannino vivace, corpo dinamico, piacevolissimo. L’Epifania del Casavecchia.
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Il mare negli occhi, il vulcano nel calice: l'anima dei Campi Flegrei secondo La Sibilla
di Carlo Macchi Li chiamavano “Campi ardenti” e Goethe li descrisse come terra di “macerie d'inconcepibile opulenza, smozzicate, sinistre; acque ribollenti, crepacci esalanti zolfo" e ancora “sotto il cielo più puro… il terreno più infido" Oggi, molte cose sono cambiate e nel “terreno più infido” dei Campi Flegrei nascono forse i vini più puri della Campania, quelli che in modo indiscutibile raccontano due vitigni spesso sottovalutati, la falanghina e il piedirosso. Mentre con Vincenzo di Meo siamo in auto e andiamo verso La Sibilla, cantina che si trova nel cuore dei Campi Flegrei, di infido trovo soltanto il traffico, che in pochi minuti può passare dallo “scorrevole andante” al “bloccato costante”, specie se è una domenica di sole come questa. Ma anche lui ci lascia tranquilli e arriviamo in una delle aziende con le vigne più panoramiche che conosco, vigneti che affondano le radici in un terreno sabbioso e vulcanico, però affacciato sul mare. Mare a destra e mare a sinistra mentre g
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1701 Franciacorta, la biodinamica come atto di libertà
C’è una Franciacorta che guarda avanti riscoprendo radici antiche, e poi c’è 1701 Franciacorta , che quelle radici le abita davvero, dentro un vigneto murato dell’XI secolo, il Brolo, da cui tutto prende nome e senso: una data, 1701, che non è marketing ma memoria liquida di una delle prime vinificazioni di questo angolo di Lombardia. Qui, a Cazzago San Martino, nel cuore dell’anfiteatro morenico affacciato sul Lago d’Iseo, la vite cresce su suoli di sabbia e limo, profondi e vitali, modellati dai ghiacciai e accarezzati da un microclima mitigato dall’acqua, condizioni ideali per generare quella tensione minerale che è la firma più autentica del territorio. Ma 1701 Franciacorta non è solo geografia: è una storia recente che affonda in un passato lungo oltre tre secoli, rinata nel 2012 grazie alla visione di Silvia e Federico Stefini che, insieme a un gruppo di amici, rilevano la storica tenuta della famiglia Conti Bettoni Cazzago e decidono di cambiare paradigma, scegliendo la via più
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MenoDodicIGP: Gracciano della Seta - Rosso di Montepulciano 2024
di Roberto Giuliani Non è così scontato trovare un ottimo Rosso di Montepulciano a meno di 12 euro, parliamo di Gracciano della Seta, una delle aziende di riferimento del territorio poliziano. In verità io l’ho bevuto in una trattoria che si trova al Lago del Turano nel comune di Colle di Tora (RI), costava 16 euro e, quindi, ero certo che sul web sarebbe stato inferiore. Beh, ne vale la pena: tanto floreale (rosa, viola) e con un frutto fresco e generoso che ti coglie sia al naso che al gusto, una purezza stilistica invidiabile e un’alcolicità ferma a quota 13. Pura beatitudine enoica! Prezzo medio sul web 9,80 euro
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InvecchiatIGP: Tiziano Mazzoni - Ghemme dei Mazzoni DOCG 2010
di Roberto Giuliani Il nebbiolo in Alto Piemonte - qui siamo a Cavaglio d’Agogna nelle Colline Novaresi – parla un linguaggio proprio, dove l’eleganza regna sovrana. Tiziano Mazzoni proviene da una famiglia che in questo Comune risiede da ben sette secoli, ma solo alla fine degli anni ’90 ha intrapreso la strada di produrre vino in proprio. Chi lo conosce sa che è persona schiva ma, una volta entrati in amicizia, diventa molto disponibile, capace di scherzare e stare in compagnia, il suo sguardo rivela un animo umile e profondo. I suoi vini, a mio avviso, lo rispecchiano perfettamente, compreso questo Ghemme 2010, dai profumi davvero affascinanti, di fiori essiccati, tabacco, prugna, leggero cuoio, sottobosco ma senza arrivare ai funghi, agli accenti più evoluti, mantiene un’aria fresca e in continua progressione man mano che si ossigena. Dopo meno di un minuto arrivano le erbe aromatiche, sfumature di china e liquirizia. Il sorso è incredibilmente cremoso, il tannino puro vellut
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Il Sabato del Vignaiolo 2026: una giornata con 30 vignaioli indipendenti del Lazio
Sabato 9 maggio 2026, dalle ore 11:00 alle 19:00, l’azienda Riserva della Cascina sulla Via Appia Antica ospiterà l’edizione laziale del Sabato del Vignaiolo, la manifestazione annuale promossa dalla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti – che in tutta Italia apre le porte delle cantine artigianali e porta i vignaioli indipendenti a incontrare direttamente il pubblico. Nato come appuntamento diffuso sul territorio nazionale, il Sabato del Vignaiolo è diventato nel tempo uno degli eventi più attesi nel panorama enologico italiano: una giornata in cui il vino si racconta senza filtri, attraverso la voce di chi lo produce dalla vigna alla bottiglia. L’edizione laziale 2026 riunirà circa trenta cantine della regione, tutte aderenti alla FIVI, in un unico luogo d’eccezione. La location: dove la storia incontra la vigna L’azienda Riserva della Cascina si trova all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica, a pochi chilometri dal centro di Roma. È un luogo dove il paesa
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Annesanti - Bianco dell’Umbria IGT "Acqua della Serpa" 2021
di Roberto Giuliani Grechetto, trebbiano, malvasia, pecorino e altre uve autoctone da vigne di oltre 50 anni. Sosta dieci mesi in anfore di terracotta e rivela una freschezza e una intensità fuori dal comune. Sa di gelsomino, cedro, lime e un cuore sapido, intenso, solare, perfetto per una grigliata di crostacei.
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Cantine 366 - Erbaluce di Caluso Spumante "Scelte di Vite" 2021
di Roberto Giuliani Caluso sta all’erbaluce come Barolo sta al nebbiolo. Questo piccolo comune del Canavese è il cuore di una DOCG che ne coinvolge altri 31 nella provincia di Torino, uno in quella di Vercelli e 3 in quella di Biella. L’Erbaluce è un vitigno che si è particolarmente adattato al terreno sabbioso e ciottoloso delle colline moreniche canavesane, grazie al quale rivela anche un’ottima acidità, non a caso è molto adatto alla produzione di passiti e spumanti. L’azienda Cantine 366 nasce ad Agliè nel 2013 per volontà di Francesco, Ezio e Fabrizio, tutti e tre canavesani e tutti e tre nati nel ’66 (da qui la scelta numerica della Cantina), che hanno voluto recuperare vecchi vigneti abbandonati dai tanti contadini che scelsero una strada meno faticosa e più redditizia presso la Olivetti. Scelte di Vite è l’emblema del progetto che hanno intrapreso i tre coetanei, recuperando alcuni vecchi vigneti nel comune di Bairo e riportandoli a nuovo splendore. Questo Erbaluce di Cal
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MenoDodicIGP: Girlan - Vigneti delle Dolomiti Rosso IGT Vernatsch "448 s.l.m." 2025
Oggi, con il sottoscritto, parte una nuova rubrica che noi Giovani Promettenti (IGP) abbiamo chiamato MenododicIGP dedicata ai vini che costano al pubblico (siti web) meno di 12 euro. C’è chi li definisce popolari, chi quotidiani; per noi sono solo vini sinceri, capaci di accompagnare la tavola con autenticità, dimostrando che il valore non sta nel prezzo ma nelle emozioni che sanno trasmettere senza rinunciare alla territorialità. E proprio da qui partiamo, con un’etichetta che interpreta al meglio questa filosofia. La Schiava “ Vernatsch 448 s.l.m.” 2025 di Girlan , storica cooperativa alto atesina, è il rosso che rimette al centro il piacere semplice del bere. Leggera, fresca, profuma di ciliegia e piccoli frutti, con un tocco floreale che la rende immediata e invitante. Il sorso è agile e scorrevole, mai stancante: un vino accessibile, diretto, che rende piacevole ogni occasione e che, sfortunatamente, finisce sempre troppo in fretta! Prezzo medio sul web: 9 euro
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InvecchiatIGP: Marotti Campi – Lacrima di Morro d’Alba DOC “Rubico” 2004
Esistono bottiglie che non si limitano a essere buone: fanno domande. Il Rubico 2004 di Marotti Campi è una di queste, e la domanda che pone riguarda un vitigno intero — il Lacrima di Morro d'Alba DOC — e il pregiudizio silenzioso che lo accompagna, quello di essere un vino dell'immediato, bello e fragrante ma poco incline a invecchiare con dignità. Per capire come sia possibile che un'etichetta del genere rimetta in discussione questa lettura, vale la pena partire da chi la produce. I Marotti sono a Morro d'Alba dalla metà dell'Ottocento: non una startup del vino naturale, non un progetto di ritorno alla terra, ma una famiglia che conosce questi suoli argillosi da generazioni. Oggi l'azienda conta circa 50 ettari e dalla fine degli anni '90 — con la costruzione della nuova cantina — ha scommesso con decisione sulla qualità degli autoctoni marchigiani, cercando un equilibrio tra identità territoriale e precisione espressiva che non sempre il mercato sa apprezzare subito. Lorenzo Marott
