Intervista a Fabio Mecca: “Il vino è come il sangue: non ammette finzioni
Venti anni di carriera, venti cantine nel portafoglio e un’idea di vino che non accetta compromessi. Ho incontrato Fabio Mecca a Roma, in occasione della giornata speciale organizzata dalla FIS per celebrare i suoi vent’anni da enologo – un traguardo importante che arriva dopo il prestigioso premio già ricevuto sul palco di Beviamoci Sud . Ma dietro i festeggiamenti e il prestigio di oggi, c'è una storia fatta di terra, sacrifici e riscatto. Quella che segue non è la solita intervista tecnica, ma il racconto senza filtri di un uomo che ha dovuto perdere tutto per ritrovare il proprio cognome e la propria libertà. Fabio, partiamo dalle origini. C’è chi sceglie questo mestiere per studio, chi per moda. Tu sembri nato direttamente tra i serbatoi. Sono del 1982 e sono cresciuto a Barile, nel cuore del Vulture. La mia scuola elementare era letteralmente di fronte alla cantina di famiglia, la Paternoster. Ricordo che passavo le ore con la testa girata verso la finestra: non guardavo la
by noreply@blogger.com (Andrea Petrini) · source ↗
